Conflitti o violenza: come distinguerli?

Impara a riconoscere le differenze tra conflitto e violenza.
Una donna e una bambina si trovano una di fronte all’altra in una calda atmosfera serale.

Se ne sente parlare nel vicinato, lo si vede per strada e lo si sperimenta a casa propria: i conflitti sono parte integrante di ogni relazione. Possono essere sgradevoli o stressanti. Ma ciò non significa automaticamente che siano anche violenti. Determinante è, tra l’altro, il modo in cui le parti si comportano tra loro durante un conflitto.

Conflitti non violenti

In una relazione, i conflitti possono manifestarsi in modi diversi: a volte si tratta di semplici divergenze di opinioni, altre volte di liti con una forte componente emotiva.

In un conflitto non violento le persone coinvolte possono difendere il proprio punto di vista senza dover temere le reazioni dell’altra persona.

Possono avere opinioni diverse, arrabbiarsi o non trovare una soluzione senza per questo minacciare, controllare o ferire l’altra persona.

Dove inizia la violenza

Ci sono diversi segnali che indicano quando un conflitto è in realtà una manifestazione di violenza: ad esempio quando l’obiettivo non è far valere le proprie ragioni, ma esercitare potere sull’altra persona. Quando i conflitti non si presentano occasionalmente, a causa di una concreta divergenza di opinioni, ma in modo sistematico e secondo uno schema fisso. Quando, per esempio, alla fine vince sempre la stessa persona.
E l’altra parte viene intimidita o controllata.

Per distinguere tra una situazione di conflitto e una situazione di violenza, puoi quindi porti le seguenti domande:

  • Si tratta di una controversia su un tema specifico?
    O si tratta di esercitare controllo su qualcuno?
  • Tutte le persone coinvolte possono esprimere liberamente il proprio punto di vista e dire di no, senza dover temere conseguenze negative?
    Oppure una delle parti coinvolte adegua il proprio comportamento per paura delle conseguenze o delle reazioni dell’altra persona?
  • Le controversie vengono discusse da pari a pari?
    Oppure una persona impone ripetutamente le proprie decisioni senza tenere conto dell’altra parte?
  • I conflitti si verificano solo occasionalmente?
    Oppure sono riconoscibili schemi ricorrenti?
Importante:

Anche un singolo atto può essere già violenza, per esempio spingere, picchiare o minacciare. Soprattutto se ciò spaventa l’altra persona e la induce a cambiare il suo comportamento.

Un pittogramma di un fumetto.

Ci sono segnali d’allarme nella tua relazione?

Il nostro test ti aiuta a scoprire con pochi clic se nella tua relazione ci sono segnali di allarme di violenza.

Un pittogramma di una mano con un cuore.

Cosa puoi fare?

Esistono numerose offerte di aiuto e consulenza per le persone che subiscono violenza o che vi assistono e anche per coloro che hanno già oltrepassato dei limiti ed esercitato violenza.

Fonti

[1] Andreea Gruev-Vintila. Le contrôle coercitif : Au cœur de la violence conjugale. Paris : Dunod, 2026. Link


[2] Paula Krüger e Beat Reichlin. Contatti dopo la violenza domestica? Guida per l’esame e l’organizzazione delle relazioni personali dei minori nei casi di violenza domestica. Conferenza svizzera contro la violenza domestica, 2025 Link


[3] Karen Sadlier. Violences conjugales : un défi pour la parentalité. Paris : Dunod, 2020. Link


[4] Michael Johnson. A Typology of Domestic Violence. Intimate terrorism, violent resistance and situational couple violence. Boston : Northeastern University Press, 2008.